Leggere i tarocchi non richiede poteri speciali. Richiede solo curiosità, un mazzo e cinque minuti di silenzio.

Se sei qui, probabilmente hai avuto tra le mani un mazzo di tarocchi e ti sei chiesta: e adesso? Oppure stai pensando di comprarne uno, ma hai paura di non essere abbastanza “sensitiva” per usarlo. Ti dico subito una cosa importante: i tarocchi non parlano solo a chi ha doni particolari. Parlano a chiunque sia disposto ad ascoltare.

In questa guida ti porto per mano, passo dopo passo, dall’apertura della scatola alla tua prima lettura vera. Niente teorie astruse, niente linguaggio da iniziati. Solo pratica.

Cosa sono davvero i tarocchi

Partiamo da qui, perché c’è una confusione enorme.

I tarocchi non sono una palla di cristallo. Non predicono il futuro come un oracolo infallibile. Se qualcuno ti dice il contrario, sta semplificando una cosa molto più interessante.

I tarocchi sono uno specchio. Uno strumento di introspezione che usa immagini simboliche per aiutarti a vedere quello che già sai, ma che non riesci a mettere a fuoco. Funzionano perché il cervello umano è una macchina straordinaria nel trovare connessioni e significati, soprattutto quando gli dai uno stimolo visivo ricco di simboli.

Pensa a quando guardi un quadro e ti emoziona, anche se non sai spiegare il perché. I tarocchi lavorano su quello stesso livello: ti parlano attraverso le immagini, i colori, le figure. E tu rispondi con le tue intuizioni, le tue emozioni, le tue associazioni.

Questo non li rende meno potenti. Al contrario: li rende tuoi. Ogni lettura è unica perché tu sei unica in quel momento preciso, con quelle domande specifiche e quella sensibilità particolare.

Di cosa hai bisogno per iniziare

Pochissimo. Davvero.

Un mazzo di tarocchi. Per iniziare, ti consiglio il Rider-Waite-Smith (RWS). È il mazzo più diffuso al mondo, ha immagini ricche e intuitive su tutte le 78 carte, e il 90% dei libri e delle risorse online si basa su di esso. Lo trovi facilmente online o in qualsiasi libreria esoterica. Costa tra i 15 e i 25 euro.

Esistono centinaia di mazzi bellissimi, e prima o poi ne vorrai altri. Ma per imparare, il RWS è imbattibile: le immagini raccontano storie chiare che ti aiutano a ricordare i significati senza dover memorizzare liste infinite.

Un diario. Può essere un quaderno qualsiasi, un’app di note sul telefono, o un documento sul computer. L’importante è avere un posto dove annotare le tue letture. Ti spiego dopo perché è così fondamentale.

Uno spazio tranquillo. Non serve un altare con candele e incenso (anche se può essere bello). Serve un posto dove puoi stare cinque minuti senza interruzioni. Il tavolo della cucina alle sei di mattina, la scrivania dopo cena, il letto prima di dormire. Qualsiasi posto dove la tua mente può rallentare.

Tutto qui. Non servono cristalli, non serve la luna piena, non serve essere in uno stato particolare. Servono carte, silenzio e curiosità.

I primi passi: la Carta del Giorno

Questa è la pratica che ha cambiato il mio rapporto con i tarocchi, e che consiglio a chiunque inizi.

La Carta del Giorno è semplicissima: ogni mattina (o sera, o quando preferisci) estrai una sola carta dal mazzo. Una. Non tre, non cinque. Una.

Ecco come fare:

  1. Mescola il mazzo. Non c’è un modo giusto o sbagliato. Puoi mischiare come le carte da gioco, puoi sparpagliarle sul tavolo e rimescolarle con le mani, puoi dividerle in mazzetti e ricomporle. L’unica cosa importante è che ti senta a tuo agio mentre lo fai.

  2. Formula un’intenzione. Può essere una domanda specifica (“Cosa devo tenere a mente oggi?”) oppure un’apertura generica (“Cosa ha da dirmi questa giornata?”). Non deve essere complicata.

  3. Estrai una carta. Taglia il mazzo dove ti senti guidata, oppure pesca dalla cima. Anche qui: nessuna regola ferrea.

  4. Osserva. Prima di cercare il significato sul libretto o su internet, guarda la carta. Cosa vedi? Quali colori noti? La figura ti sembra tranquilla o agitata? Cosa ti viene in mente? Queste prime impressioni sono preziosissime.

  5. Annota. Sul tuo diario, scrivi: la data, la carta estratta, le tue prime impressioni, e la domanda che avevi in mente. Bastano tre righe.

  6. Verifica la sera. Questo è il passaggio che trasforma tutto. La sera, riprendi il diario e chiediti: c’è stato un momento della giornata in cui il messaggio di questa carta ha avuto senso? Magari hai estratto il Tre di Spade (conflitto, parole che feriscono) e durante il giorno hai avuto una discussione inaspettata. Oppure il Sole (gioia, chiarezza) e hai ricevuto una bella notizia.

Non succederà ogni giorno. Ma quando succede, e succede più spesso di quanto immagini, qualcosa scatta dentro. Inizi a fidarti del processo. E soprattutto: dopo un mese di Carta del Giorno, conoscerai i significati delle carte senza aver memorizzato nulla. Li avrai vissuti.

Come formulare le domande giuste

Le domande che fai ai tarocchi contano enormemente. Una domanda buona apre porte; una domanda sbagliata ti lascia davanti a un muro.

La regola d’oro: domande aperte, mai chiuse.

Una domanda chiusa è quella a cui si risponde sì o no: “Marco mi ama?”, “Otterrò il lavoro?”, “Devo trasferirmi?”. Queste domande non funzionano con i tarocchi perché le carte non danno risposte binarie. Danno sfumature, prospettive, angolazioni che non avevi considerato.

Le domande aperte iniziano con come, cosa, quale:

Senti la differenza? Le domande aperte ti mettono al centro. Non sei più una spettatrice passiva che aspetta un verdetto, ma una persona attiva che cerca comprensione.

Alcune domande potenti per iniziare:

Un ultimo consiglio: evita di fare troppe domande di fila sullo stesso argomento nella stessa sessione. Se la prima risposta non ti piace e continui a chiedere, non stai cercando chiarezza. Stai cercando conferma. E i tarocchi non sono fatti per dirti quello che vuoi sentirti dire.

La tua prima stesa a 3 carte

Bene, sei pronta per fare il salto da una carta a tre. La stesa Passato-Presente-Futuro è la più classica e la più accessibile per chi inizia.

Lo schema:

[ 1 ]     [ 2 ]     [ 3 ]

Passato     Presente     Futuro

Come procedere:

  1. Formula la tua domanda (aperta, ricordi?).
  2. Mescola il mazzo concentrandoti sulla domanda.
  3. Disponi tre carte da sinistra a destra, coperte.
  4. Gira la prima carta: Passato. Rappresenta le radici della situazione, quello che ha portato al momento attuale.
  5. Gira la seconda: Presente. Mostra dove sei adesso, l’energia dominante in questo momento.
  6. Gira la terza: Futuro. Indica la direzione verso cui ti stai muovendo, se mantieni la rotta attuale.

Un esempio pratico:

Immagina di chiedere: “Come posso migliorare la mia situazione professionale?”

Vedi come le tre carte raccontano una storia? Non hai bisogno di sapere a memoria ogni significato. Basta guardare le immagini e chiederti: che storia mi stanno raccontando queste tre figure, messe in questa sequenza?

Importante: la posizione “Futuro” non è un destino scritto nella pietra. È una probabilità basata sulla traiettoria attuale. Se cambi rotta, cambia anche il futuro. I tarocchi non ti tolgono il libero arbitrio; te lo restituiscono, perché ti mostrano le conseguenze delle tue scelte.

Errori da evitare all’inizio

Dopo anni di pratica e di insegnamento, vedo sempre gli stessi errori nei principianti. Ti risparmio la fatica di farli tutti.

Consultare il libretto a ogni carta

Il librettino che trovi nella scatola del mazzo è un punto di partenza, non un dizionario da consultare ossessivamente. Se ogni volta che estrai una carta ti precipiti a leggere la definizione, stai facendo lavorare la testa e spegnendo l’intuizione.

Guarda prima la carta. Senti cosa ti dice. E solo dopo, se vuoi, confronta con il libretto. Col tempo, non ne avrai più bisogno.

Fare troppe domande di fila

L’ho già detto, ma vale la pena ripeterlo. Tre domande nella stessa sessione sono già tante. Se ne fai dieci, le risposte si confondono, l’energia si disperde, e finisci più confusa di prima.

Una domanda, una stesa, un momento di riflessione. Poi chiudi il mazzo e torna alla tua giornata. Le risposte lavoreranno dentro di te anche se non ci pensi attivamente.

Spaventarsi per le carte “brutte”

La Morte. La Torre. Il Diavolo. Queste carte terrorizzano i principianti, e posso capirlo: le immagini sono potenti.

Ma nessuna carta dei tarocchi è intrinsecamente negativa. La Morte significa trasformazione, fine di un ciclo e inizio di uno nuovo. La Torre indica un crollo necessario di qualcosa che non reggeva più. Il Diavolo parla di catene che ti sei messa da sola e che puoi togliere.

Se esce una carta che ti spaventa, respira. Guardala di nuovo. Chiediti: cosa deve cambiare nella mia vita? Cosa sto trattenendo che dovrei lasciar andare? Le carte “difficili” sono spesso le più preziose, perché ti dicono verità che preferiresti non sentire.

Pensare di non essere capace

Questo è l’errore più grande di tutti. La voce che ti dice: non sono abbastanza intuitiva, non ho il dono, sto solo inventando tutto.

Ti svelo un segreto: tutti inventano, all’inizio. E poi l’invenzione diventa intuizione, e l’intuizione diventa comprensione. Il processo è sempre lo stesso, per tutti. Non esiste una persona al mondo che la prima volta ha preso in mano i tarocchi e ha capito tutto immediatamente.

Dai tempo al tempo. Fai la tua Carta del Giorno. Annota. Verifica. E dopo un mese, guarda il tuo diario e dimmi se non hai imparato qualcosa di straordinario su te stessa.

In pratica

  • Compra un mazzo RWS e inizia con la Carta del Giorno: una carta al mattino, annotala, verificala la sera.
  • Formula sempre domande aperte che iniziano con “come”, “cosa”, “quale” — mai domande a cui si risponde sì o no.
  • Non consultare il libretto subito: guarda prima la carta, senti cosa ti dice, e solo dopo confronta.
  • Non spaventarti per le carte “negative”: Morte, Torre e Diavolo parlano di trasformazione, non di sventura.
  • Tieni un diario dei tarocchi: è lo strumento più potente che hai per imparare davvero.

Il passo successivo

Se questa guida ti ha acceso una scintilla, ho preparato qualcosa per te.

Nella mia guida gratuita sugli Arcani Maggiori trovi le schede di tutte le 22 carte principali con significati pratici, parole chiave e consigli di lettura. È il compagno perfetto per le tue prime settimane di pratica.

E se vuoi andare ancora più in profondità, nel mio libro Tarocchi: Guida Pratica ti accompagno dalla primissima carta fino alle stese avanzate, con esercizi, esempi reali e tutto quello che ho imparato in anni di pratica quotidiana.

I tarocchi sono un viaggio. E ogni viaggio inizia con un singolo passo. Il tuo è già cominciato.